Giornata di preghiera per il seminario.

12 gennaio 2016 at 17:43

Andrea

DOMENICA 27 GENNAIO NELLA NOSTRA DIOCESI SI CELEBRA LA GIORNATA DI PREGHIERA PER IL SEMINARIO CON QUESTO ARTICOLO PROVIAMO A COMPRENDERNE IL SENSO….scala cielo

 

In questi giorni ho letto una pagina sull’entusiasmo per Dio e sulla gioia cristiana, per cui trascrivo qualche riga: “Fu l’entusiasmo a far scoprire ai due discepoli di Giovanni Battista in Gesù il Messia e a indurli a seguirlo: che cercate?..Venite e vedete… e stettero con lui tutto il giorno. Fu l’entusiasmo a spingere la folla ad attorniare Gesù e ad ascoltarlo. Fu l’entusiasmo a far dire a Pietro e Giovanni: noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato. Fu l’entusiasmo che fa della prima comunità di Gerusalemme un cuor solo ed un’anima sola. La chiesa è nutrita dall’entusiasmo che è dono dello Spirito santo, come dice S. Ambrogio per riempire gli uomini di entusiasmo per Dio e riempire di gioia la loro vita. E’ ovvio che qui si parla non di un entusiasmo umano, legato alla sola emozione, ma dell’opera di Dio che accende l’amore nel  cuore degli uomini”.

Celebrare la giornata del Seminario  non significa pensare solo ad una struttura e neppure a fermarci a contare il numero dei seminaristi, bensì  questa giornata annuale è un’occasione per interrogarci se la nostra chiesa diocesana ha l’entusiasmo per Dio, se ha uno stile di vita gioioso perché consapevole della presenza operante di Dio nella sua storia, consapevole che nell’agire della chiesa, il primato è della grazia anche se in realtà la tentazione è di pensare che i risultati dipendano dalla nostra capacità di fare, di programmare… ma guai a dimenticare che “senza Cristo non possiamo fare nulla”, non soltanto cose grandi, ma nulla. Tante volte  noi preti, come pure i genitori, i catechisti, gli operatori di pastorale possiamo arrivare a ripetere le parole del Vangelo: “Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”.  Questo è il momento della fede, della preghiera, di ritornare alla scuola del Vangelo perché è sulla parola di Gesù che noi giochiamo la vita, che noi gettiamo di nuovo ogni giorno  le reti come scriveva  un padre della chiesa: -“Anche oggi viene gettata la rete della pesca ed è Cristo che la riempie, poiché egli chiama alla conversione gli uomini che ruotano nella profondità del mare, ossia nell’amarezza e nelle onde del mondo”.

Allora chi è che riempie di giovani  il Seminario della nostra diocesi? CRISTO!  A condizione che personalmente, come comunità cristiane, come presbiterio noi viviamo un  incontro di fede in Cristo  come un’esperienza che coinvolge l’ardore di affetti fino ad un invaghimento del cuore, come diceva il santo Papa Giovanni Paolo II. Inoltre è urgente  che ci mettiamo alla scuola del Vangelo; ma non per dire parole  nostre che poi rimangono astratte, ma per accogliere e  praticare una sola parola  al giorno per camminare sulle orme di Cristo. C’è infine da  dare  il primato non tanto al fare, ma piuttosto alla preghiera  perché come diceva il card. Martini: “la preghiera come la carità è un dono dall’alto. Essa ci mette a servizio di una società più giusta. Ci fa vedere il mondo con gli occhi di Dio. Da un dono come questo possono nascere tante cose”.

Allora alimentiamo il nostro cuore con un nuovo slancio,  con un nuovo entusiasmo per Dio, e per una testimonianza gioiosa di fede, perché non dobbiamo scervellarci per capire quale strada è utile per aiutare i giovani a vivere la risposta alla chiamata al sacerdozio. La strada è una persona: Gesù Cristo. Creduto nella chiesa, da  incontrare, conoscere, amare , imitare, certi della sua parola:  “Io sono con Voi!”

Don Tonino Guasco