Riflessioni sulla settimana santa

24 marzo 2015 at 15:30

Andrea

Per vivere al meglio al meglio la settimana Santa ci facciamo aiutare dalle parole di papa Francesco

«Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, ha posto la sua tenda tra noi per portarci la misericordia di Dio che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo uscire, cercare con lui la pecorella smarrita, quella più lontana». È l’invito del Papa per la Settimana Santa, che i fedeli hanno accolto con un applauso. «Vivere la Settimana Santa – ha spiegato Papa Francesco – è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. È entrare nella logica del Vangelo». «Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con lui – ha raccomandato il Papa – esige un uscire: da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi». «Qualcuno potrebbe dire: non ho tempo, ho tante cose da fare, è difficile, che cosa posso fare io con le mie poche forze?», ha ammesso il Papa prevedendo le possibili obiezioni. «Spesso – la sua denuncia – ci accontentiamo di qualche preghiera, di una Messa domenicale distratta e non costante, di qualche gesto di carità, ma non abbiamo il coraggio di uscire per portare Cristo».

«Siamo un po’ come san Pietro. Non appena Gesù parla di passione, morte e risurrezione, di dono di sé, di amore verso tutti, l’apostolo lo prende in disparte e lo rimprovera». È l’analisi del Papa, che nella catechesi di oggi si è soffermato sulla figura di Pietro per spiegare come «quello che dice Gesù sconvolge i suoi piani, appare inaccettabile, mette in difficoltà le sicurezze che si era costruito, la sua idea di Messia». Così, Gesù «rivolge a Pietro una delle parole più dure dei Vangeli: ‘Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini’». Dio, invece, «pensa con misericordia, pensa come il padre che attende il ritorno del figlio e gli va incontro, lo vede venire quando è ancora lontano, segno che lo aspettava tutti i giorni dalla terrazza della sua casa». Dio, per Papa Francesco, «pensa come il samaritano che non passa vicino al malcapitato commiserandolo, ma soccorrendolo senza chiedere nulla in cambio». Dio, infine, «pensa come il pastore che dona la sua vita per difendere e salvare le pecore».

«Aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie, dei movimenti, delle associazioni, ed uscire incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede». È l’invito del Papa per la Settimana Santa, rivolto al termine della catechesi della sua prima udienza, durante la quale – preceduto dallo speaker che ha sintetizzato l’udienza e rivolto i saluti nelle varie lingue, che poi il Santo Padre ha ripetuto in italiano – ha augurato «Buona Pasqua» a tutti. «Uscire sempre!», l’esortazione del Papa: «E questo con l’amore e la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione». «Auguro a tutti di vivere bene questi giorni seguendo il Signore con coraggio, portando in noi stessi un raggio del suo amore a quanti incontriamo», l’augurio finale di Papa Francesco

Auguri di Buona Pasqua

Angelus papa francesco