Commento al Vangelo della Terza Domenica di Quaresima.

5 marzo 2015 at 11:25

Andrea

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 Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.       

Parola del Signore.

Commento

Per comprendere il testo di oggi è necessaria una precisazione. Ai tempi di Gesù il culto del tempio si svolgeva tramite la celebrazione dei sacrifici ed era pertanto necessario che nel tempio si trovasse la possibilità di acquistarli. Quindi i venditori e i cambiamonete non erano lì per caso ma facevano proprio parte del sistema religioso del tempo.  Allora Gesù non se la prende con quei singoli venditori ma con il sistema che si era creato. La religione e la preghiera non devono divenire un commercio ma devono rimanere un dialogo di amore con il Signore. Quali sono le occasioni che abbiamo oggi di trasformare la religione in un commercio?