Commento al Vangelo della Seconda Domenica di Quaresima

26 febbraio 2015 at 12:13

Andrea

download (1)Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore

Commento

La trasfigurazione è vedere Gesù cosi come egli è. Comprendere veramente la sua grandezza e capire che Lui è davvero il Figlio di Dio. Ma per comprenderlo i discepoli hanno bisogno di andare sul Tabor, tu non puoi conoscere davvero il Signore se ogni tanto non fai l’esperienza del Tabor. Cosa significa fare l’esperienza del Tabor? Significa prendersi dei momenti in cui isolarsi, uscire dal tran tran quotidiano, e mettersi in ascolto di Gesù, della sua Parola.

Però non basta che nella nostra vita viviamo ogni tanto i momenti di Tabor, ma questi momenti devono servirci per poter poi scendere dal tabor e portare a tutti la gioia del Vangelo. Ancora una volta il vangelo di oggi ci presenta le due facce complementari della vita cristiana. La contemplazione e l’azione. Una vita cristiana è tale se trova l’equilibrio tra le due.