Commento alla XXXIV Domenica del Tempo Ordinario. Cristo Re dell’Universo

24 novembre 2014 at 16:34

Andrea

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Dal Vangelo Secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 31 «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. 32 Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, 33 e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

34 Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, 35 perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. 37 Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. 40 E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

41 Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, 42 perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, 43 ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. 44 Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. 45 Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

46 E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Commento

Il Signore Gesù, in questa pagina che chiude l’anno liturgico, è chiaro ed esplicito. Il commento forse non servirebbe, ma possiamo comunque richiamare alcuni spunti e altrettante domande: (1) «tutto quello che avrete fatto»: per essere “giusti” davanti a Dio non servono grandi opere o gesti eroici. Basta un po’ di buona volontà e un minimo di sforzo… ma ovviamente ci dev’essere prima la disponibilità ad accorgerci e ad incontrare sulla nostra via chi ha bisogno di noi. E questo, in effetti, richiede coraggio. (2) «Quando mai…?»: i giusti non hanno riconosciuto il Signore durante la vita: han fatto del bene per amore gratuito, senza sapere chi in realtà stavano accudendo. Chi fa il bene, chi accoglie il bisognoso, lo nutre, lo veste, gli restituisce la dignità perduta, non ha un secondo fine. Può anche non essere consapevole che sta incontrando il Signore, può addirittura non credere in Lui, eppure riceve il premio! (3) «Quando il Figlio dell’uomo verrà»: c’è un inizio della storia, e c’è una fine, in cui si “tireranno le somme”. Così anche la “nostra” storia, la nostra vita: inizia, prosegue, finirà. Ma ogni giorno è importante, perché quel che capiterà “alla fine” avrà un senso solo se ogni nostro “oggi” avrà senso, solo se ogni giorno avremo aperto il cuore, gli occhi, le mani per donare al mondo un po’ di amore.

Per Riflettere

Con le mie scelte, i miei comportamenti, le mie decisioni posso fare molto bene (ma anche molto male): cosa scelgo di fare oggi?

Quando agisco o parlo, quando mi relaziono con le altre persone, quando vivo la mia vita cerco solo il mio interesse o sono capace di azioni gratuite, di “fare” o di “dare” senza sperare una ricompensa?

Cosa mi aspetto dalla “fine”? Come mi immagino l’incontro con il Signore?