Commento al Vangelo della Domenica

30 ottobre 2014 at 21:35

Andrea

download (1)Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli 2 dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. 3 Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. 4 Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. 5 Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6 si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, 7 dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.8 Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9 E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. 10 E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. 11 Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; 12 chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».                                                                                                                                                Parola del Signore

 

Commento

Il Vangelo di oggi attacca chi è seduto (o pretende di esservi seduto) sulla “cattedra di Mosè”, cioè ritiene di avere in mano la verità, la conoscenza totale di Dio, il suo potere sulle altre persone. Sembra rivolto soltanto ai responsabili della comunità, ai pastori, a preti e affini… A questi tali, quelli che noi chiamiamo “la Chiesa” e che spesso guardiamo con un po’ di perplessità, è richiesto un grande impegno: la coerenza, per non essere come quelli che «dicono e non fanno» (v. 3), e l’umiltà, perché la grandezza vera si trova nel servizio (v. 11). Ma anche a noi le stesse indicazioni possono tornare utili, perché Gesù ci ricorda che nonostante tutto la Legge, la Parola del Signore, rimane valida: «praticate e osservate tutto ciò che vi dicono…» (v. 3). Per quanto distorta possa essere l’immagine che la Chiesa ci mostra di sé stessa (ma la Chiesa, la comunità dei credenti, siamo poi tutti quanti noi, mica solo il Vaticano!), ciò non condiziona la fedeltà di Dio e il nostro impegno a ricambiare con la nostra fedeltà, con la coerenza, con l’umiltà e l’atteggiamento di servizio reciproco. E se la Legge di Dio, come ci ha ricordato il Vangelo di Domenica scorsa, ha il suo centro nell’amore… allora si capisce davvero quale sia il grande ed esaltante impegno che il Signore continua a chiedere a tutti i membri del suo popolo.

Domande per riflettere

Cerco di vivere con coerenza, o mi comporto in modo falso per piacere a chi mi osserva?

Accetto di aiutare i miei amici o preferisco “farmi servire”?

Riesco a rendermi conto che il mio modo di vivere può cambiare il volto della Chiesa?