Commento al Vangelo della IV Domenica di Pasqua

9 maggio 2014 at 10:52

Andrea

Riflessione su
Gv 10, 1-10

Nel Vangelo di questa domenica, Gesù si presenta utilizzando due immagini: la prima è quella della porta. Tutti quanti attraversiamo porte, ci capita di passare quotidianamente, magari non pensiamo all’importanza dello stare sulla soglia e di varcarla. La porta delimita una casa, una stanza, offre la tanto agognata “privacy”, la porta è segno di accoglienza, per entrare in casa si passa attraverso di essa. Attraverso Gesù noi possiamo entrare nella vita felice, possiamo essere veramente noi stessi.
La seconda immagine è quella del pastore, per gli israeliti il pastore per eccellenza era il re, quindi certamente è una metafora messianica, ma per noi, questa idea ha perso di significato e magari ci può sembrare pure scomoda, in quanto essere paragonati a pecore appare addirittura antipatico e non politicamente corretto. Non si tratta di una deviazione bucolica, ma Gesù ci vuol far capire che con la sua guida noi non ci perdiamo e nessun ladro può rapirci da Lui. Egli ci chiama per nome, ci conosce e vuole diventare nostro amico. Il Vangelo è proposta di incontro personale, la buona notizia è per tutti, con il bel-buon Pastore noi possiamo camminare nella gioia e nell’amore.

Il Signore è veramente risorto. Alleluja

Ps. Guarda caso oggi nella nostra diocesi c’è un avvenimento molto importante,  l’ordinazione del nuovo arcivescovo Mons. Marco Arnolfo.  Lo ricordiamo nella preghiera,  affinché sul modello di Cristo Pastore,  possa guidare la nostra chiesa eusebiana.images