Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore

20 aprile 2014 at 00:00

Andrea Torello

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Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

Commento al Vangelo

In questa pagina di Vangelo si avverte molto movimento: da Maria di Magdala che corre dai discepoli per avvisare che qualcuno ha portato via il corpo di Gesù dal sepolcro, ai discepoli stessi che corrono per vedere con i loro occhi il sepolcro vuoto. Nessuno si ferma un attimo a pensare alle parole di Gesù, alla sua promessa di resurrezione: tutti sono invasi da una terribile angoscia e sono mossi da una grande fretta. «Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè Egli doveva risorgere dai morti», dice il Vangelo ed è proprio questa fretta ad annebbiare le menti dei discepoli che hanno nuovamente bisogno di vedere per credere. Il tempo dell’attesa è finito, Gesù è risorto, ma non bisogna essere precitosi, altrimenti la fiducia si trasforma in paura e quello che doveva essere un momento di gioia rischia di diventare un momento di angoscia. Può capitare nella preghiera di sentirsi persi perché non riusciamo a trovare subito Gesù. Siamo infatti abituati ad avere tutto e subito, senza perdere troppo tempo perché le cose da fare sono sempre troppe. Ma se ci fermiamo un attimo, se abbandiamo quella fretta che troppe volte ci comanda e ascoltiamo il nostro cuore, scopriamo che Gesù c’è. E Gesù c’è, anche quando non è immediatamente visibile. Gesù c’è, nonostante il sepolcro sia vuoto.