Domenica 23 Febbraio. Commento al Vangelo.

20 febbraio 2014 at 00:00

Andrea

imagesDal vangelo di Matteo 5,38-48

38Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 39Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, 40e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. 41E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. 42Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

43Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. 44Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 47E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 48Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

 

Commento

E continua il discorso del Maestro.  In questo brano di Matteo Gesù procede per contrapposizioni, con chiarezza: “Avete intese che fu detto…. Ma io vi dico” Lui è la sorgente della nuova morale che supera la Legge antica. Si avverte tutta l’autorevolezza di chi conosce la legge nella sua interiorità e nelle sue motivazioni “alte”: l’amore che è Dio, cuore del messaggio evangelico. E questo verbo luminoso – amare -  porta a includere anche i nemici, i persecutori. Ma come si può perdonare la violenza, la vendetta? Domande che si rincorrono e sono macigni in questo oggi intriso di violenza folle. Gesù dà due risposte: anzitutto con la strategia della non violenza, il perdono; e poi con la rivincita della preghiera per i propri nemici.

Matteo parla a una comunità posta sotto il peso della persecuzione, come Gesù rifiutata dal pensare comune. I nemici hanno un volto preciso e da loro ci si deve difendere. Già la Legge dell’antico popolo di Israele, oltre la fredda giustizia di “occhio per occhio, dente per dente, la Legge invitava a praticare la non violenza “non ti vendicherai e non serberai rancore per i figli del tuo popolo” (Levitico 19,18), ma questo restava un ideale difficile. Gesù col discorso della Montagna riprende quel sentiero, lo ridisegna e lo allarga indicando l’antidoto che spezza la spirale della vendetta insaziabile: il perdono, la non opposizione al malvagio. La parola di Gesù diventa credibile perché accompagnata dalla testimonianza della sua vita, la guancia offerta al violento,il perdono lanciato dall’alto della croce.

Ma Gesù non si accontenta: la non violenza come anima del perdono diventa amore per i nemici e preghiera per i persecutori, un amore senza frontiere. Il discepolo alla persecuzione deve rispondere con la parola più pacifica e pacificante: la preghiera. Oltre la razionalità del diritto e l’irrazionalità della vendetta, c’è la fantasia di un amore che disarma con la non violenza e la preghiera.

Gesù si rende conto della difficoltà di una proposta che sembra in contraddizione con lo spirito del mondo di ieri e di oggi  e allora porta le motivazioni: il nemico, colui che ci è ostile è accolto se avvolto dalla coscienza della paternità di Dio e l’amore universale diventa possibile se si guarda “oltre”. Gesù ci fa salire un altro gradino: la ragione più convincente del perdono e dell’amore per i nemici è un’altra “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” La paternità di Dio si accoglie attraverso il rapporto con Gesù, l’amore si misura non guardando “attorno”, ma alzando l o sguardo sulla bontà del Padre.

 

Signore, siamo abituati a catalogare le persone che ci stanno accanto e le dividiamo tra buoni e cattivi, amici e nemici accolti ed esclusi, amati o odiati, tra color che ci vogliono bene e color che ci fanno dei torti. Se riceviamo male siamo autorizzati a rendere male, a volte aumentando la dose sentendoci comunque giustificati. Il Vangelo di Gesù fa saltare gli schemi dell’amore umano e mette insieme due parole abissalmente distanti“amici e nemici”. Aiutaci a camminare sulla strada che tu ci hai indicato la strada dell’amore che si chiama preghiera, l’unica via d’uscita per riamare, l’unica strada che riesce  a far incrociare e abbracciare i fratelli.