Domenica 16 Febbraio. Commento al Vangelo.

14 febbraio 2014 at 00:00

Andrea

Dal vangelo di Matteo (5,17-37)

17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.

29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

 

Commento

Gesù continua il suo discorso, con determinazione e intensità, dando le indicazioni di come deve essere il “cittadino” del nuovo Regno di Dio. La comunità a cui parla Matteo sembra attraversata da due correnti estreme nell’interpretare la tradizione e la stessa novità cristiana: da una parte gli innovatori che tentano di cancellare la memoria storica e vedono in Gesù l’assoluta novità che annulla la legge antica, dall’altra gli idolatri del passato che vedono in Gesù il profeta dell’Antico Testamento, senza alcuna novità nel suo insegnamento. Con le Beatitudini Gesù incoraggia, dona speranza, poi consegna ai discepoli la loro identità: essere sale e luce del mondo. Gesù si trova nel mezzo di un contrasto marcato, posizioni contrapposte e polemiche. Il rabbi venuto da Nazaret sembra sfoderare un modo di parlare nuovo, fermo, che non si presta ad equivoci, poi annuncia due criteri fondamentali e fornisce esempi concreti.

Non è venuto ad abolire la legge o i Profeti perché Dio non annulla se stesso. La legge e i Profeti sono il segno di un grande amore di elezione nei confronti del popolo di Israele, c’è un’Alleanza che ha creato un’unione indistruttibile tra Dio e il suo popolo. Gesù porta a compimento la Legge, le profezie viste non come un rito o un’osservanza fredda e formale, ma deve essere riempita dall’amore che genera opera di salvezza, deve essere l’adesione interiore e sincera di un cuore abbandonato all’Amore. Il regno di Dio è un seme che ha bisogno di un solco squarciato di un cuore ben disposto.

Gesù va oltre le motivazioni fredde della Legge: non uccidere, non commettere adulterio, non giurare il falso: attenersi alla lettera era per i maestri del tempo più che sufficiente, ma non per Gesù. Il comandamento di non uccidere non è soddisfatto quando viene evitata la soppressione di una vita, ma quando viene vinta l’ira che sale dal cuore verso il fratello, la norma contro l’adulterio non è soddisfatta rispettando la donna altrui, ma evitando lo stesso desiderio di possederla, e così il peccato di giuramento falso. Gesù taglia corto: i rapporti tra le persone devono fondarsi sulla sincerità del cuore. La colpa o la virtù nascono sempre nel profondo del nostro cuore.

Oggi si parla poco di mondo interiore, di educazione all’interiorità, di vita dello spirito, di motivazioni interiori, di formazione della coscienza.  Oggi si preferisce curare l’immagine perché conta ciò che appare, conta il comportamento esteriore, che non sempre coincide con ciò che siamo veramente. La moralità, la giustizia vengono confuse con la rispettabilità di fronte agli altri, con l’immagine che ci siamo costruiti. Anzi a volte l’uomo di oggi è sdoppiato: una cosa è la vita privata, altra è la vita pubblica.

Gesù ci ricorda che l’uomo deve costruire l’unità della sua persona nel cuore, sede del bene e del male. Le azioni nascono prima nel cuore, nel pensiero, nella volontà; il mondo interiore ha bisogno di cura, di luce, di formazione per ospitare il dono di Dio: la sua giustizia.

Signore, a volte mi sento travolto dalla logica di un mondo che decide ciò che è bene e ciò che è male e spesso li confonde rendendo il male “ gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza (gen 3, 6b). Donaci la sapienza del cuore perché ci lasciamo guidare dal tuo Spirito e formare dal tuo amore di Padre che educa con pazienza e saggezza. Aiutaci a capire che è importante creare unità nella nostra vita, che è importante essere coerenti con i valori della nostra fede cristiana, anche se questo richiede di passare attraverso momenti di sofferenza e a volte solitudine. E’ il cammino della croce che tu ci indichi e percorri accanto a noi e per noi.