Domenica 9 febbraio. Commento al Vangelo.

6 febbraio 2014 at 00:00

Andrea

imagesDal vangelo di Matteo (5,13-16)

13Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Commento

Gesù sale sul monte e pronuncia uno dei  discorsi più rivoluzionari della storia: le beatitudini. Un’utopia, dicono molti, un futuro remoto pensano altri. La vita va in tutt’altro senso: impastata di compromessi, mezze misure, incoerenza . Ci chiediamo: riesce l’utopia delle beatitudini a innervare le scelte della gente comune, alle prese con l’affanno del mondo, mascherato di buon senso? Gesù in verità non è astratto, non propone una dottrina opinabile. Il discorso della montagna, come altrimenti è chiamato, immerge il discepolo nel mondo, lo sfida a diventare segno della sua assoluta novità, mette a fuoco il rapporto discepoli-mondo.

Alcune figure sono particolarmente vive ed efficaci: il discepolo è sale, nascosto ma necessario per dare sapore; è luce, città visibile sul monte. Immagini che si susseguono rapide in quattro versetti: il sale, la luce, la città sul monte, la lucerna. Lo sguardo di Gesù cade sui discepoli, e vuole attrezzarli per l’avventura della missione, in un mondo spesso ostile. L’immagine del sale, elemento necessario e indispensabile come l’acqua, ma anche simbolo di sapienza; i discepoli sono dunque quella presenza “invisibile” nel mondo ma necessaria, se non si lasciano corrompere dallo spirito del mondo diventando insipidi. L’immagine del sale diventa ancor più incisiva se unita al quella della luce che irradia e illumina l’oscurità. Il discepolo deve irradiare l’annuncio della salvezza a tutti i popoli della terra. Il sale, la luce, la città e la lucerna entrano nelle pieghe tenebrose del mondo, con il contropiede di una storia liberante. E Gesù riassume infine il messaggio: le opere che il discepolo compie nella fede,  per amore e con amore, con il vigore della luce, della testimonianza visibile, come la città sul monte diventano l’annuncio più credibile, il canale attraverso cui passa la salvezza.

Signore, donaci di essere sale ricco di sapore e luce luminosa, donaci la gioia di saper dare testimonianza con le opere buone che tu ci aiuti a compiere e a disseminare nella storia. Tu ci chiami ogni giorno ad essere testimoni di un amore grande, attraverso la nostra vita: dono tuo, su cui tu poni le tue mani. La nostra vita è luce scoccata dalla tua Luce, nessuno può spegnerla, nessuno può sostituire le tue mani.