III DOMENICA DI AVVENTO

14 dicembre 2013 at 09:33

Andrea

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».
Parola del Signore
Commento

“L’Amore non si arresta di fronte all’impossibile…” così scrive Giovanni Crisologo.

È questo l’amore cantato  da Isaia. Un Amore che ha un nome: Signore, Dio.  Un Amore che opera, nella vita dell’uomo e nella storia, l’impossibile : farà fiorire la steppa, infonderà coraggio agli smarriti di cuore, aprirà gli occhi ai ciechi, schiuderà gli orecchi dei sordi, donerà agilità di cervo agli zoppi, schiuderà la bocca ai muti, farà scaturire acqua nei deserti.

“Sei Tu Colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?” l’attesa di Giovanni battista ricapitola tutte le attese cantate nell’antico testamento e racchiuse nel cuore di ogni uomo. La sua domanda corre veloce, supera le sbarre della prigione e raggiunge, attraverso i discepoli, il Signore Gesù. In Lui quell’amore atteso ha davvero preso un Volto, delle Mani, una voce, uno sguardo?

Possiamo anche noi rivolgere al Signore la domanda di Giovanni Battista. “Sei tu colui che aspettiamo?” Sei Tu Colui che può rendere il nostro cuore, che spesso è una terra arida e deserta,  giardino? Sei Tu Colui che può liberare il nostro cuore dalle paure e tristezze, peccato e ferite che ci rendono incapaci di credere e di fidarci dell’amore, incapaci di cercare incontri profondi e trasparenti,  incapaci di vivere nella verità e fedeltà, incapaci di scegliere ciò che è buono per noi stessi e per gli altri?

Chiediamo al Signore di aprire il nostro occhio e di schiudere i nostri orecchi perché sappiamo vedere e sentire in noi stessi, negli altri che sei Tu Colui che aspettiamo. Sei Tu l’Amore che non si arresta davanti all’impossibile, non si attenua di fronte alle difficoltà.Sei Tu l’Amore che genera desideri sempre più alti di vita piena e vera.

lectio