La lectio divina (prima parte).

28 ottobre 2013 at 20:12

Andrea

La lectio divina è, caro giovane, quel metodo di preghiera che ti permette di entrare a stretto contatto con la parola di Dio. E’ un metodo molto antico di preghiera ma ai nostri giorni uno dei principali maestri è il cardinale Martini e allora mettiamoci alla sua scuola e ascoltiamo da lui come fare per vivere una vera Lectio Divini:

“Il metodo patristico della lectio divina è semplicissimo e lo raccomando sempre ai giovani per
entrare nella preghiera. Fondamentalmente prevede tre grandi gradini o momenti successivi: la
lectio, la meditatio, la contemplatio.

La lectio consiste nel leggere e rileggere la pagina della Scrittura, mettendo in rilievo gli elementi
portanti. Per questo consiglio di leggere con la penna in mano, sottolineando le parole che
colpiscono, oppure richiamando con segni grafici i verbi, le azioni, i soggetti, i sentimenti espressi o
la parola-chiave. In tal modo la nostra attenzione viene stimolata, l’intelligenza, la fantasia e la
sensibilità si muovono facendo sì che un brano, considerato magari arcinoto, appaia nuovo. A me
che da tanti anni leggo il vangelo succede, ad esempio, che riprendendolo in mano scopro ogni
volta delle cose nuove proprio attraverso il metodo della lectio. Questo primo lavoro può occupare
parecchio tempo, se siamo aperti allo Spirito: si colloca il racconto letto nel contesto più vasto, sia
dei brani vicini, sia dell’insieme di un libro, sia dell’intera Bibbia, per capire che cosa vuol dire.

La meditatio è la riflessione sui valori perenni del testo. Mentre nella lectio assumo le coordinate
storiche, geografiche, culturali anche, del brano, qui si pone la domanda: Che cosa dice a me?
Quale messaggio in riferimento all’oggi viene proposto autorevolmente dal brano come parola del
Dio vivente? Come vengo provocato dai valori permanenti che stanno dietro alle azioni, alle parole,
ai soggetti?

La contemplatio è difficilmente esprimibile e spiegabile. Si tratta di dimorare con amore nel testo,
anzi di passare dal testo e dal messaggio alla contemplazione di colui che parla attraverso ogni
pagina della Bibbia: Gesù, Figlio del Padre, effusore dello Spirito.
Contemplatio è adorazione, lode, silenzio davanti a colui che è l’oggetto ultimo della mia preghiera,
il Cristo Signore vincitore della morte, rivelatore del Padre, mediatore assoluto della salvezza,
donatore della gioia del Vangelo. Nella pratica i tre momenti non sono rigorosamente distinti, però
la suddivisione è utile per chi ha bisogno di incominciare o di riprendere questo esercizio.

Il nostro pregare è come un filo rosso che collega un po’ le giornate l’una all’altra e può succedere
che sullo stesso testo della Scrittura ci soffermiamo un giorno soprattutto con la meditatio mentre un altro giorno passiamo rapidamente alla contemplatio.” 
( dai testi di Carlo Maria Martini Arcivescovo di Milano.)

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