XXX° Domenica del Tempo Ordinario

24 ottobre 2013 at 07:30

Andrea

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lectio

 Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
 
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
 
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
 
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
 
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Commento
Qual è la grande differenza tra la preghiera del fariseo e quella del pubblicano? Qualcuno potrebbe dire che Dio ci invita ad essere remissivi, a svalutarci, a considerarci un nulla. Ma in realtà non è questo il messaggio, il pubblicano non viene lodato perchè si umilia ma perchè riconosce di non poter vivere da solo, riconosce che quello che ha non è solo merito suo e riconosce la necessità di ricevere la misericordia del Padre. Insomma il fariseo si vanta di quello che ha, il pubblicano lo riconosce come dono di Dio e riconosce anche che può fare molto di più ma solo con l’aiuto di Dio.
Don Andrea

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